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Nomadismo Digitale: tutto quello che devi sapere

Chi è un nomade digitale? 

Un nomade digitale è colui che lavora a distanza, fa “smart-working” (come si direbbe in Italia) per i propri clienti o per il proprio datore di lavoro. Sfruttando le tecnologie offerte dal mondo digital, non è legato a nessuna sede fisica. Così facendo, può lavorare in remoto, oppure stare sempre in viaggio, conducendo una vita, appunto, “nomade”.

Naturalmente, per portare a termine i propri task, raggiungere gli obiettivi aziendali e rimanere in contatto con clienti o datori di lavoro, i nomadi digitali si servono di numerosi dispositivi elettronici quali personal laptopsmartphone di ultima generazionetabletmacchine fotografichesoftware di videoconferenza, oltre a utilizzare una buona connessione a Internet

Come apparentemente potrebbe sembrare, quando si pensa ai nomadi digitali, nell’immediato immaginiamo i giovani come protagonisti di questo fenomeno. Questo è vero, ma in parte. Difatti, i nomadi digitali possono appartenere a qualsiasi generazione: imprenditori di mezza età, professionisti del digitale e figure junior alla ricerca di un’esperienza formativa. Cosa c’è che accomuna tutti questi soggetti? Chiaramente, la possibilità di autogestirsi, magari dalla propria seconda casa al mare, pur rimanendo connessi e operativi. 

Come abbiamo già sottolineato inizialmente, i nomadi digitali hanno la possibilità di scegliere dove lavorare, non essendo legati ad alcuna sede. È bene sottolineare che, per il tipo di attività che svolgono, l’area geografica in cui si trovano il più delle volte non è rilevante e perciò hanno una libertà di movimento molto ampia. Può quindi decidere di lavorare anche dall’estero, viaggiando per qualsiasi ragione. 

Tuttavia, forse perché il tema del viaggio si presta molto ad un lavoro slegato dai vincoli dell’ufficio, il termine “nomadismo digitale” è diventato assolutamente vago, una parola che si usa senza pensarci tanto. Ultimamente viene utilizzato da tutti, giornalisti in cerca di una semplificazione in primis, in modo scorretto, arrivando a sporcarsi. Oggi, inevitabilmente, l’unica cosa che viene in mente quando si pensa ad un nomade digitale è una persona che lavora con il pc da una spiaggia caraibica. E tutto ciò è davvero preoccupante.

Ma quindi, cosa non è un nomade digitale? 

Partiamo chiarendo subito che 

  • Non sempre il nomade digitale viaggia

Certamente può viaggiare, ma può anche decidere di non farlo. Infatti, certi lavorano da casa propria, altri viaggiano per anni spostandosi in continuazione da un posto all’altro, altri ancora decidono di trasferirsi all’estero direttamente. In sostanza, si viaggia quando si vuole, ma non è sicuramente un obbligo. 

  • Nel senso antropologico del termine, il nomade digitale non è un vero nomade

È naturale che il soggetto in questione dovrà pur essere residente da qualche parte. È un dato di fatto che il concetto di “nomadismo fiscale” non esiste in nessuno Stato del mondo. 

  • Il nomade digitale non si identifica per la tipologia di lavoro che conduce. È una questione di attitudine.

Sicuramente, esistono professioni che si correlano meglio a un’attività che può essere svolta da remoto più facilmente rispetto ad altre. Vengono anche categorizzate come le “classiche professioni dei nomadi digitali”, e ciò significa che quei lavori stanno diventando sempre più competitivi e complicati. Però, vederli come le uniche opzioni è molto limitante e sbagliato. 

Non c’è scritto da nessuna parte che un avvocato, un commercialista, o uno psicologo non possano essere (o diventare) nomadi digitali tanto quanto un SEO specialist, un copywriter, o un web developer. Anzi, è tutto il contrario: si rivela tanto più semplice ed efficace quanto più si riesce a trovare la modalità digitalizzata di svolgere il proprio lavoro ‘analogico’. Questo processo si chiama “reinventarsi”. 

  • Il nomade digitale non è necessariamente un freelance

Non è un’ utopia: può trattarsi di un lavoratore dipendente che abbia avuto la fortuna di trovare un’azienda super all’avanguardia che riconosca il vero valore del remote working. Oppure può essere un imprenditore che delega e dà fiducia ai propri collaboratori, e che proprio grazie a questo riesca a gestire il suo lavoro da dove e come vuole. In entrambi i casi, si è nomadi digitali, e si lavora in modo completamente diverso, non tradizionale. 

L’abilitatore di questa possibilità è infatti la tecnologia, il digitale, Internet. Tutto ciò di cui ha bisogno è proprio qui, on-line. 

Tutta la verità sul nomadismo digitale

La verità è che essere nomade digitale equivale all’ avere un’idea condivisa e ben precisa del lavoro: lavorare in maniera tradizionale quando si vive in un mondo non tradizionale è semplicemente stupido, controproducente, e insensato.

È anacronistico comportarsi come 10 o 20 anni fa, quando le innovazioni che hanno plasmato la nostra vita, il nostro lavoro e cambiato il mondo, come i social network, ancora non esistevano. È ridicolo legarsi a una scrivania 24/7, quando tutto ciò che è analogico può essere potenzialmente digitalizzato, almeno negli aspetti più automatici e noiosi, nel 2021. Perché per tutto il resto è giusto farlo, se si ha passione. 

In definitiva, i nomadi digitali rappresentano la nuova generazione di professionisti. Fanno leva sul proprio desiderio di indipendenza e di mobilità servendosi di tutte le tecnologie digitali per conquistarsi la libertà di poter lavorare (e vivere) in qualsiasi luogo del mondo, ognuno seguendo le proprie ambizioni ed esigenze personali.

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